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Anche quest’anno, come negli ultimi ventisei anni, il Parlamento Europeo consegnerà il Premio Sakharov per la libertà di pensiero. Questo martedì, 23 settembre 2014, sono stati presentati i candidati in un meeting congiunto delle commissioni per gli Affari esteri, lo sviluppo e i diritti umani.

Andreï Dmitrievitch Sakharov (1921-1989), fisico russo inventore della bomba a idrogeno, creò negli anni ’70 un comitato per la difesa dei diritti dell’uomo e delle vittime delle persecuzioni politiche, cosa che gli fece assegnare il Premio Nobel per la pace nel 1975.

Il Premio Sakharov fu creato dal Parlamento europeo nel 1988 e i primi a riceverlo furono Nelson Mandela e Anatoli Marchenko.

Quest’anno ci sono sette candidature e, in ordine alfabetico, sono le seguenti:

1. Il professore di giurisprudenza dell’Università di Mosul Mahmoud Al ‘Asali, che si è battuto per i diritti dei Cristiani in Iraq ed è stato ucciso lo scorso luglio, e il patriarca iracheno della Chiesa cattolica caldea Louis Raphael Sako, candidati per la loro difesa delle libertà religiose.

2. I rapper Mouad Belghouate (anche conosciuto come El Haqed) del Marocco, Ala Yaacoubi (anche conosciuto come Weld El) della Tunisia e il blogger e attivista politico egiziano Alaa Abdel Fattah.

3. Le associazioni per la protezione delle minoranze cristiane CHREDO, Open Doors, Oeuvre d’Orient e Aid to the Church in Need.

4. Il movimento ucraino pro-europeo EuroMaidan, rappresentato dal giornalista Mustafa Nayem, la cantante e vincitrice di Eurovision Ruslana Lyzhychko, l’attivista Yelyzaveta Schepetylnykova e la giornalista Tetiana Chornovol.

5. L’attivista americana di origini somale Ayaan Hirsi Ali, che si è adoperata per la difesa dei diritti delle donne nelle società islamiche ed è conosciuta per la sua opposizione alla mutilazione genitale femminile.

6. Il ginecologo congolese Denis Mukwege, specializzato in trattamenti per le vittime di stupri e fondatore dell’ospedale Panzi in Bukavu, nella Repubblica Democratica del Congo;

7. L’attivista azera per i diritti umani e direttrice dell’Istituto della Pace e Democrazia Leyla Yunus, attualmente incarcerata in Azerbaigian.

Il premio sarà conferito a ottobre, tuttavia tutti i candidati meriterebbero il premio. Sarebbe quindi importante che le loro storie ricevessero la maggiore notorietà possibile a prescindere da chi sarà il vincitore.

 

Per chi fosse interessato, la pagina del Premio Sakharov è la seguente: http://www.europarl.europa.eu/aboutparliament/it/00f3dd2249/Sakharov-Prize-for-Freedom-of-Thought.html

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