EuroPeano

«È da un po’ di mesi che incontro molti stagisti azeri a Bruxelles, in particolare nel Parlamento europeo.» dice il mio amico A. con curiosità, mentre sorseggia il caffè. È mattino presto e stiamo mangiando colazione in uno dei bar di Place Luxembourg prima di andare al lavoro.

Io, che sono alle prese con il mio croissant, lo guardo sorpreso, perché stavamo parlando del referendum in Svizzera di domenica scorsa ( 9 febbraio 2014, ndr.) e non mi aspettavo quel cambio di argomento.

«Sì, li ho incontrati e conosciuti anch’io.» gli rispondo e spiego che tutto nasce dall’iniziativa di un Azero che fece uno stage nel Parlamento Europeo anni fa. Racconto come quello stage gli cambiò la vita, dandogli un’apertura mentale che prima non aveva.

A. nel frattempo ha finito il caffè e riflette su quanto sto dicendo, mentre io continuo a parlare: «Quell’uomo ha considerato quello stage così essenziale nella sua vita da trovare i fondi per finanziare venti stage a Bruxelles nel Parlamento europeo.».

«Beh, sarebbe bello che ci fosse un’iniziativa simile anche in Italia e che non ci fossero solo gli stage finanziati dall’UE.» dice A. e aggiunge «Tra l’altro, l’Azerbaijan ha anche negoziato con l’UE un nuovo accordo per i visti: è un paese che si sta aprendo.».

«Già, l’Azerbaijan è un paese che si sta aprendo all’UE, perché ne vede il valore, a differenza della Svizzera, che, con il referendum di domenica, ha dimostrato di non capirlo.».

Per chi fosse interessato all’Accordo UE – Azerbaijan, il documento ufficiale è al sito:

http://register.consilium.europa.eu/doc/srv?l=IT&t=PDF&gc=true&sc=false&f=ST%2015594%202013%20INIT&r=http%3A%2F%2Fregister.consilium.europa.eu%2Fpd%2Fen%2F13%2Fst15%2Fst15594.it13.pdf

Per chi fosse interessato alla risposta del Consiglio dell’UE alla Svizzera, il documento ufficiale è al sito:

http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cms_Data/docs/pressdata/EN/genaff/140991.pdf

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